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Associazione Culturale di tradizioni popolari 'su Massaiu'.

La storia dell'Associazione

L'idea di formare un gruppo di persone o quantomeno un gruppo organizzato sottoforma di associazione, appassionata di mezzi d'epoca e di agricoltura, nasce nel mese di luglio 2007 allorquando, durante una manifestazione di rievocazione della trebbiatura del grano, quattro giovani villaurbanesi (Paolo Paulesu, Salvatore Meloni, noto Toto, Franco Lai e Ermenegildo Pisu, noto Gildo) hanno constatato che gli attori principali della manifestazione, trattore e trebbia, erano ''di origine villaurbanese''.

Come detto, villaurbanese era il trattore, uno splendido, ma purtroppo attempato, Landini L55 semicingolo a testa calda, appartenuto negli anni '50 e '60 alla famiglia Paulesu e altrettanto villaurbanese era la trebbia, una meravigliosa Orsi da 110 cm di battitore con grancrivello, appartenuta per un trentennio del secolo scorso alla famiglia Lai.

Dalla conversazione dei quattro amici, ricalcando il tema di una nota canzone italiana, al bar, in una torrida giornata estiva, davanti ad una ristoratrice bibita fresca, ha iniziato a maturare la ''pazza idea'' (anche qui si è attinto dal panorama canoro italiano) di ridare vita alle antiche tradizioni agricole villaurbanesi legate alla coltivazione del grano e culminanti con la mietitura e la trebbiatura dello stesso, con l'ausilio di una trebbia da fermo azionata dalla propulsione di un trattore tipo a testa calda.

E' iniziata così una ''caccia al ladro'' nei confronti di quel particolare macchinario agricolo, appunto la trebbia, in voga nei primi due terzi del secolo scorso, finita con l'acquisto, nel mese di dicembre 2007, di una perfetta e seminuova trebbia trinciapestapaglia Artemio Bubba con battitore da 110 cm.

I quattro amici si sono moltiplicati sino a diventare, nel febbraio 2008, trentasei soci fondatori dell'Associazione Culturale di Tradizioni Popolari ''SU MASSAIU''.

Trebbia e soci a giugno del 2008 (foto di Andrea Lai) Trebbia e soci a giugno del 2008 (foto di Andrea Lai)

Finalità dell'Associazione

L'Associazione Culturale di Tradizioni Popolari ''SU MASSAIU'' è un'associazione apolitica, non riconosciuta, senza scopo di lucro; ha come scopo principale il coinvolgimento di tutti gli agricoltori, tutti i proprietari di mezzi agricoli, siano essi d'epoca o moderni e comunque tutti i giovani appassionati, per promuovere e sostenere iniziative culturali ed aggregative con ogni forma di attività collegiale.
Inoltre l'associazione si prefigge lo scopo di:

  • avvicinare i giovani, i ragazzi e i bambini di età scolare alla conoscenza dei fondamenti dell'agricoltura, dei cicli produttivi della terra ed alla riscoperta, valorizzazione e salvaguardia delle tradizioni agricole campidanesi con particolare riguardo a quelle tipiche villaurbanesi, attraverso anche il coinvolgimento delle persone anziane (contadini e non) del paese;
  • riscoprire e conoscere gli attrezzi agricoli ed i mezzi (animali e/o meccanici) utilizzati in passato per la coltivazione della terra, partecipando direttamente allo svolgersi dei cicli produttivi.

L'associazione, come già accennato, nata ufficialmente nel mese di febbraio 2008 è operativa già dall'autunno 2007, intraprendendo il ciclo produttivo per la coltivazione del cereale per eccellenza quale è il grano.

L'associazione ha proceduto, invitando tutta la popolazione villaurbanese, a:

  • eseguire l'abbruciamento nei campi dei residui colturali.
  • arare i vari appezzamenti di terreno con lo scopo di renderli coltivabili, cercando di creare le condizioni migliori per la vita, per lo sviluppo e per la carriera produttiva del grano.

Inoltre ha eseguito la semina a spaglio (a mano) del grano, attraverso lo spargimento delle sementi su tutta la superficie del terreno. Successivamente ha dato vita alla erpicatura e zappatura (a mano) delle giovani piantine di grano liberandole dalle varie erbacee, in modo tale da permettere al cereale la crescita e lo sviluppo nelle migliori condizioni possibili.
Tale attività sarà riproposta ogni anno, ripercorrendo i tempi dettati dall'annata agraria.

Altra attività cardine dell'associazione è quella di eseguire la mietitura a mano del grano per la successiva raccolta delle messi.
In linea generale l'epoca della mietitura varia a seconda del clima, dell'andamento stagionale, della natura del terreno, della specie o varietà dei cereali coltivati.
Atteso che la durata dell'attività ''agro-associativa'' è annuale (come già detto coincidente con l'annata agraria), verranno rispettate le periodicità canoniche del ciclo produttivo.

Relativamente al periodo della raccolta ''INCUNGIA'', verranno proposte tre giornate, due per la mietitura a mano del grano nel periodo compreso tra la fine del mese di giugno e l'inizio del mese di luglio (di ogni anno), mentre una giornata sarà dedicata alla trebbiatura del grano. La mietitura del grano a mano (foto di Andrea Lai). La mietitura del grano a mano (foto di Andrea Lai).

Le manifestazioni

La manifestazione della Mietitura e della Trebbiatura del grano ''S'INCUNGIA'', organizzata dall'associazione, ricade nel secondo fine settimana del mese di luglio, a conclusione di un lungo processo produttivo iniziato nei precedenti mesi di ottobre, novembre e dicembre dell'anno precedente, allorché si da luogo all'abbruciamento nei campi dei residui colturali ed il successivo disossamento del terreno con l'aratura, per poi procedere alla semina a spaglio (rigorosamente a mano) del grano. Passato l'inverno, a primavera inoltrata, si procede alla zappatura del terreno coltivato, in modo tale da rimuovere le piante parassite che crescono in mezzo al grano. Tra la fine di giugno e gli inizi di luglio viene effettuata la mietitura a mano (SA MESSA) del grano con la falce messoria (SA FRACCI) che ha mantenuto sempre la stessa forma, a mezzaluna, nel corso dei secoli.

L'azione di mietere si compone di due fasi, dapprima con il tenere il manello (SU MANNUGU) di steli di grano con una mano, per poi con l'altra tagliare con la falce a circa 20 cm da terra. I manelli (MANNUGUSU), nel numero di 8 (otto), vengono poi legati assieme mediante avvolgimento, per mezzo di un mazzo di steli di grano (SU LIONGIU) attorcigliati ed intrecciati su se stessi, dando così forma al covone (SA MAIGA).

I covoni (MAIGASA) vengono poi trasportati nell'aia (S' AXROBA), che in passato poteva essere privata o comunale, quest'ultima utilizzata sia dai piccoli che dai grandi proprietari), dove, in attesa della trebbiatura, venivano ammassati, dando così forma alla caratteristica bica (SU BANOI DE SU TRIGU). Questa in passato doveva essere predisposta da contadini (MASSAIUSU) qualificati ed esperti poiché la sua struttura, seppur provvisoria, non doveva cedere sotto l'impeto degli eventi atmosferici, fossero essi vento o pioggia.

La Trebbiatura vera e propria si effettuava e si effettua mediante l'utilizzo di un apposito macchinario agricolo detto trebbiatrice da gran lavoro, più comunemente conosciuta con il nome di trebbia (dal latino tribulum, che significa tribolazione), infatti il macchinario tormenta le spighe di grano, battendole, soffiandole e setacciandole fino alla completa separazione del seme dalla paglia e dalla cama.

La sistemazione della trebbia nell'aia è quasi un rito, infatti per la messa a punto del macchinario si procede dapprima al posizionamento dello stesso, per poi passare al livellamento ed infine al collegamento dello stesso macchinario alla puleggia del trattore di tipo ''a testa calda'', tramite una lunga e spessa cinghia, chiamata cintone. All'atto della trebbiatura entrano in scena diverse figure di operatori agricoli: vi è colui che comanda il trattore, generalmente il proprietario o un'altra persona, abile e capace nel coordinare l'azione propulsoria del trattore con quella inerziale sgranatrice della trebbia, prestando particolare attenzione nel mantenere un costante equilibrio tra la quantità dei manelli di grano introdotti, con la fuoriuscita della paglia tritata, con la fornitura del prodotto pulito (grano) e la potenza del trattore; vi è poi ''s'apporridori'', colui il quale porge e slega (''sciolliada'') i covoni di grano a ''s'imbucadori''; quest'ultimo è l'operatore che alimenta la trebbia con i manelli di grano, introducendoli nel nastro trasportatore dell'elevatore della trebbia utilizzando un forcone (SU TRABUTZU), per il successivo passaggio nel battitore, nel trinciapaglia, nel pestapaglia e nei vari crivelli o vagli (CIBIRUSU) della trebbia.

Essendo la trebbia un mezzo agricolo prevalentemente contoterzista, in passato il grano trebbiato, uscito pulito dalla macchina, veniva prima pesato e poi veniva calcolata una percentuale per il pagamento del lavoro della trebbia. Una volta ultimata la trebbiatura, ogni 100 moggi (MOIS) veniva esposto un drappo (SA PANDERA) unitamente ad un galletto morto (CABOISCU) appeso ad un'asta.

Si ricorda che 100 moggi di grano equavalgono agli attuali 40/42 quintali (1 moggio/MOI = 40/42 chili); per un quintale di grano occorrevano 2 mois + 1 quarra = 80/82 chili + 25).

Il grano, dopo essere stato inssaccato, veniva stoccato in casa e dopo qualche giorno, una parte veniva conservata come riserva per l'anno successivo mentre l'altra veniva venduta al mulino della zona per produrre farina e semola per la successiva trasformazione in pane e in dolci.

C'è da dire inoltre che Villaurbana, nel secolo scorso (dagli anni '30 agli inizi degli anni '70), è stata, da un punto di vista agricolo, sicuramente il centro più importante del suo circondario, basti pensare al fatto che, la prima trebbia è stata acquistata nel 1933 dalla famiglia Paulesu, continuando poi con altri acquisti susseguitisi nel tempo da parte delle famiglie Lai, Meloni e Ibba, per un totale complessivo di 7 (sette) trebbie, un locomobile e 7 (sette) trattori a testa calda.

La giornata dedicata alla trebbiatura coinvolge tutta la popolazione di Villaurbana, proponendo per l'occasione anche una mostra degli attrezzi agricoli utilizzati in passato (zappe, forconi, falci ecc) nonchè un raduno ed una sfilata di trattori d'epoca (prevalentemente a testa calda) per le vie del paese.
Nella stessa giornata dedicata alla trebbiatura vi sarà, in ossequio delle tradizioni agricole, la celebrazione della Santa Messa e/o la benedizione dei campi, delle messi, del raccolto, degli attrezzi, dei mezzi e di tutti i partecipanti.

La trebbiatura dei covoni di grano avverrà in un'aia posta nelle vicinanze del centro abitato, facilmente raggiungibile ed accessibile anche a persone diversamente abili.

Immagini della festa del 2008 (foto di Andrea Lai). Immagini della festa del 2008 (foto di Andrea Lai).

Come si aderisce

L'associazione allo stato attuale è composta da 48 soci.
L'adesione alla compagine sociale è aperta a tutti coloro che ne fossero interessati; l'accesso e la partecipazione ai lavori ed alle manifestazioni è reso a titolo gratuito.

I 48 soci sono persone provenienti per lo più da famiglie di agricoltori villaurbanesi ma che nella vita quotidiana svolgono lavori e rivestono ruoli diversi.

Si evidenzia che le finalità dell'associazione sono in tutto e per tutto rivolte alla popolazione di Villaurbana, pertanto si prevede (per il futuro) la totale partecipazione del paese e di tutte quelle persone appassionate e/o nostalgiche delle attività proposte.
Oltre alla popolazione paesana villaurbanese, l'Associazione sarà ben lieta di accogliere come pubblico spettatore anche la popolazione provinciale, regionale e se del caso quella extraregionale.
Al riguardo è bene evidenziare che Villaurbana per un certo periodo del secolo scorso era sicuramente un punto di riferimento per il circondario geografico campidanese e marmillese, atteso che nel paese vi erano contemporaneamente quattro trebbie contoterziste, per cui è presumibile ritenere che dai paesi limitrofi a Villaurbana possa giungere, in occasione della manifestazione, un ampio pubblico per assistere alla giornata agricola.

L'associazione è aperta alla più ampia collaborazione con tutte le altre organizzazioni, associazione e/o enti operanti nell'ambito paesano, provinciale, regionale e se del caso anche in quello nazionale. Fra i vari obiettivi che l'associazione si prefigge di raggiungere, riveste un ruolo primario quello della salvaguardia delle tradizioni agricole caratteristiche villaurbanesi, attraverso anche la valorizzazione del territorio e prediligendo una coltivazione biologica delle materie prime alimentari, così da ottenere prodotti tipici paesani capaci di distinguersi fra altri prodotti similari provenienti da realtà e scelte diverse.
Le finalità sopra argomentate dovranno comunque servire da tramite per momenti socializzanti ed aggregativi, e dovranno avere una valenza tale da permettere scambi culturali con altre comunità provinciali, regionali, nazionali ed europee.

I cingoli del 'testa calda' che danno vita alla trebbia (foto di Andrea Lai). I cingoli del 'testa calda' che danno vita alla trebbia (foto di Andrea Lai).

Gli obiettivi futuri

Come in precedenza argomentato, l'Associazione è proprietaria della macchina trebbiatrice, più comunemente conosciuta col nome di ''trebbia'', la stessa è stata acquistata da un gruppo di soci che si sono quotati e attorno ai quali è nata l'Associazione stessa.
Per poter trebbiare il grano la trebbia necessita dell'azione propulsoria di una trattrice a testa calda avente una potenza di almeno 45 CV; obiettivo principale dell'Associazione è quello di acquistare detto trattore per poter essere indipendenti e operativi per lo svolgimento della festa.
Inoltre, al fine di alleggerire il carico operativo degli associati, un altro obiettivo, forse più imminente del primo, è rappresentato dall'acquisto di una mietilega, marca laverda, ossia di quel particolare macchinario agricolo da traino che taglia gli steli dei cereali (grano, avena, orzo ecc), li lega in covoni e li deposita sul campo.

Due vecchi massai osservano il carico del grano prodotto dalla trebbia (foto di Andrea Lai). Due vecchi massai osservano il carico del grano prodotto dalla trebbia (foto di Andrea Lai).

L'attuale Dirigenza

Anedda Alfonso Giorgio > Presidente
Lai Franco > Vice Presidente
Lai Andrea > Segretario

Lai Giovanni noto Gianni > Consigliere
Meloni Giuseppe noto Pino > Consigliere
Meloni Salvatore noto Toto > Consigliere
Mura Pietro > Consigliere
Orrù Paolo > Consigliere
Pisu Ermenegildo noto Gildo > Consigliere

Tel 340 6211908 (Anedda A.G.) e-mail: sumassaiu@gmail.com

(pagina a cura di Paolo Paulesu)

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